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Faq

1. D.: Un laureato di 1° livello può accedere all’esame di stato per Tecnologo Alimentare

R.: l’Ordine dei Tecnologi Alimentari non è stato ancora riformato nelle due sezioni “A” (laurea magistrale o di 2° livello) e“B” (laurea di 1° livello), per cui allo stato attuale non è previsto l’accesso del laureato sezione “B” all’esame di stato e quindi, successivamente, all’albo di riferimento.
La informiamo a tale proposito che è in fase di discussione una “legge quadro per tutti gli Ordini professionali” già riformati ed in via di riforma, con lo scopo di sanare questa situazione anomala.
Le ricordiamo inoltre che il possesso della laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari sia di 1° sia di 2° livello, è condizione necessaria ma non sufficiente per il conseguimento del titolo di “Tecnologo Alimentare” che spetta esclusivamente ai laureati che dopo il superamento dell’Esame di Stato si iscrivono regolarmente all’Ordine Regionale dei Tecnologi Alimentari di riferimento.

 

2. D.: Un laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari può esercitare la professione di dietologo o nutrizionista?

R.: il laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, così come pure il Tecnologo Alimentare, non possono esercitare la professione di dietologo o nutrizionista o altre analoghe professioni con titoli similari.
Infatti, la Legge 18/01/1994 n° 59 “Ordinamento della professione di tecnologo alimentare” prevede all’art. 2 le undici specifiche attività che rientrano nella competenza del tecnologo alimentare.
In particolare alla lettera h) vengono elencate le attività afferenti all’area professionale nutrizionale “da svolgersi in collaborazione con altri professionisti” ovvero la pianificazione alimentare, con riguardo alla valutazione delle risorse esistenti, alla loro utilizzazione e alle esigenze alimentari e nutrizionali dei consumatori. A disposizione si allega il parere di uno studio legale interpellato a tale proposito dall'OTASS, per scaricarlo cliccare QUI

 

3. D.: Attualmente sono dipendente di una società privata, ma parallelamente dopo aver ricevuto autorizzazione aziendale, mi viene chiesto di svolgere attività di libera professione. Come devo comportarmi a livello fiscale, cioè è necessario che faccia richiesta di partita IVA oppure questa attività può essere inquadrata in altro modo?

R.: Le domande che giungono per iscritto e che sono inerenti problematiche fiscali e tributarie, vengono trasferite al commercialista consulente dell’Ordine che, a seguito del contratto in essere, presta gratuitamente la prima assistenza tecnica per iscritto al collega.
Qualora poi emergano ulteriori approfondimenti, il commercialista rimane a disposizione, in rapporto professionale diretto con il collega, applicando tariffe professionali agevolate concordate con l’Ordine.

 

4. D.: Come Tecnologo Alimentare regolarmente iscritto all’Ordine posso fare l’amministratore o il legale rappresentante di una società privata?

R.: L’attuale assetto legislativo relative al nostro Ordine, enunciato nella Legge 18/01/1994 n° 59 e nel relativo regolamento di esecuzione DPR 12/07/1999 n° 283, non menziona l’incompatibilità tra l’iscrizione all’Ordine e l’assunzione di cariche di responsabilità giuridica all’interno di società private o pubbliche.

 

5. D.: Può un Tecnologo Alimentare costituire una S.r.l con altri professionisti?

R.: Si, un Tecnologo Alimentare può costituire una S.r.l.; l’importante però è che ogni tecnico firmi i documenti di propria competenza: per esempio: se l’amministratore delegato è un Ingegnere, questi NON può firmare i documenti del Tecnologo Alimentare, cosi pure viceversa.


6. D.: Chi può fregiarsi del titolo di “Tecnologo Alimentare”?

R.:In base al combinato disposto dell'art. 1 e dell'art. 3, comma 1, della Legge 18 gennaio 1994 n. 59, il titolo di tecnologo alimentare spetta a chi abbia conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione e sia iscritto all'apposito albo. Pertanto per l'esercizio della libera professione i tecnologi alimentari devono, in primo luogo, conseguire l'abilitazione attraverso il superamento dell'esame di Stato previsto dalla legge precitata. Tale esame può essere sostenuto solo da coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari. Una volta ottenuta l'abilitazione, il tecnologo alimentare, per l'esercizio della professione deve obbligatoriamente iscriversi all'apposito albo. Le conseguenze dell'esercizio della professione senza i predetti requisiti sono sanzionate dall'art. 348 del Codice Penale, in base al quale: "Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da 103 euro a 516 euro". Per completezza d'esposizione, si osserva che l'art. 2229 del Codice Civile stabilisce espressamente che vengono determinate con legge "le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi”. Ovviamente per essere iscritto all'albo, il laureato deve aver ottemperato a tutte le disposizioni di legge, tra le quali, in primis, il pagamento delle quote di iscrizione.

 


7. D.: La laurea in scienze e tecnologie alimentari è equipollente ad altre lauree?

R.: Attualmente la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari è equipollente solo alla laurea in Scienze delle Preparazioni Alimentari (D.M. 22.12.1994 pubblicato sulla G.U. n. 242 del 16.10.1995).